Una lettura spirituale del mondo della natura
Secondo questa teoria esoterica, le varie specie di piante, animali e minerali recano impresso un segno distintivo in cui è inscritta la loro essenza e, talvolta, la loro virtù terapeutica. L’espressione latina signatura rerum fa appunto riferimento alla nozione d’una sorta di ‘firma (divina) sulle cose’, una traccia più o meno palese che, a guisa di codice o sigillo, contrassegna l’aspetto d’ogni realtà naturale.
Molte piante ad esempio mostrano nella forma una sorprendente somiglianza con membra o organi del corpo umano, in rapporto ai quali svolgono un’azione curativa. Come spesso viene sottolineato, i gherigli di noce ricordano la struttura del cervello, le fettine di carota quella dell’iride, e significativamente noci e carote vantano comprovate proprietà benefiche sulle funzioni cerebrali e oculari. L’eufrasia era inoltre anticamente detta herba ocularis proprio per le sue virtù medicinali relative agli occhi, segnalate dalle macchie in forma d’ocelli sulla corolla.
Rientrano nell’ambito delle segnature non solo la forma, ma anche nomi, colori e qualità tattili; e poi ancora le strutture cristalline e varie caratteristiche morfologico-comportamentali degli animali, come le ramificazioni delle corna dei cervi. Quanto all’uomo, basti pensare (su un piano individualizzato, non relativo alla specie), a discipline come la chiromanzia, la fisiognomica, la metoposcopia e la nevomanzia, che traggono deduzioni, rispettivamente, dalle linee della mano, dai tratti del volto, dalle rughe sulla fronte o dai nei.
Le sue origini
Le radici della dottrina delle segnature risalgono all’antichità classica, a Teofrasto (IV-III a.C.), Dioscoride (I d.C.) e Plinio il Vecchio (I d.C.). In seguito conosce una significativa diffusione nell’età rinascimentale e barocca, negli ambiti sia scientifico sia esoterico. In particolare, vanno ricordate a questo riguardo le figure di Paracelso e di Jacob Böhme (filosofo e mistico tedesco vissuto tra il XVI e il XVII secolo).
Come si apprende l’arte di leggere le segnature?
Addestrandosi a decifrare le interconnessioni analogiche celate nel segreto linguaggio del grande libro del mondo, di cui ogni realtà costituisce una lettera – secondo una suggestiva immagine metaforica testimoniata in Sinesio (IV-V d.C.), ben nota nella tradizione esoterica e astrologica e ripresa anche da Paracelso.
Che collegamento presenta con l’astrologia?
La teoria delle corrispondenze astrologiche e quella delle segnature sono strettamente correlate, perché entrambe si basano su un sistema conoscitivo analogico e sulla dottrina della simpatia universale. La teoria delle segnature è però molto più circoscritta, in quanto limita il proprio raggio d’osservazione alla mera realtà naturale terrestre. Studia soprattutto, nelle piante, i segni esteriori (forme, colori), ritenuti, per la somiglianza a parti del corpo umano, indici di correlate proprietà medicamentose.
A tali deduzioni empiriche, è però essenziale affiancare l’analisi delle corrispondenze astrologiche, che rivela, per un dato segno esteriore e per le zone anatomiche associate, le pertinenti valenze planetarie e zodiacali. Ciò amplia notevolmente la gamma delle significazioni, includendo analogie con livelli cosmici e trascendenti. Inoltre, anche in assenza d’evidenti segnature, la letteratura esoterica consente d’acquisire le corrispondenze astrologiche d’un dato fiore o cristallo.
Autore

Cristiana Tretti – Studiosa di buddhismo indo-tibetano e mistica ebraica, allieva dal 1988 del ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce e insegnante di canto indiano. Consulenze astrologiche a Milano e on-line – www.tesoroceleste.org – cristiana.tretti@tesoroceleste.org