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29 Luglio 2026

Gli astri: segni o cause?


Che tipo d’influenza esercitano gli astri? Sono solo simboli che preannunciano eventi, oppure possono anche essere intesi come sorgenti d’energie, in grado di svolgere un’azione causale sul divenire? Verte su questo tema un vasto dibattito, sviluppatosi nell’antichità e nel Medioevo.

La tesi degli astri significantes, secondo cui i corpi celesti non agiscono come cause efficienti, ma preannunciano soltanto, annovera fra i suoi principali sostenitori Filone d’Alessandria, Origene, Plotino, Macrobio, Calcidio e alcuni Padri della Chiesa (gli autori di tradizione cristiana ed ebraica basano quest’interpretazione sul celebre passo genesiaco in cui Dio crea gli astri, perché illuminino la terra e il firmamento e “servano da segni per le stagioni, i giorni e gli anni”).

La scrittura celeste

Particolarmente pregnanti le letture proposte da Origene e Plotino, che ricorrendo alla preziosa metafora poetica dei grafismi astrali sottolineano come gli ‘astri-segni’ rappresentino gli elementi costitutivi d’un composito codice simbolico.

Stelle e pianeti, spiega Origene, tracciano negli spazi cosmici una misteriosa trama di segni, una scrittura simbolica di lettere auree. Essa costituisce un libro profetico del divenire, che emanato dalla mente divina racchiude tanto i suoi piani quanto le scelte degli uomini (pur conoscendole da sempre nella sua prescienza, Dio non le condiziona). I segreti rivelati da questo libro celeste sono però accessibili solo agli angeli e agli esseri umani santamente ispirati.

Analogamente, il neoplatonico Plotino osserva che gli astri di cui è disseminata la volta celeste disegnano, nell’insieme dei loro incessanti circuiti, configurazioni interpretabili come le possibilità combinatorie di segni alfabetici. Questa scrittura superna è in continuo divenire e consente di presagire il futuro a chi sappia interpretarla (si prospetta in questo caso una fruizione più ampia rispetto a quanto previsto da Origene).

Il libro del cielo

Già nella Bibbia emerge il tema del firmamento paragonato a un libro, nella sua antica forma dirotoloo volumen. Tenuto dischiuso esso squaderna, attraverso la luminosa filigrana di stelle e pianeti, il divenire delle cose. Alla fine dei tempi, però, quando tutto sarà compiuto, verrà riavvolto. Leggiamo infatti in Isaia 34,4: “Tutta la milizia celeste si dissolve, i cieli si arrotolano come un libro, tutti i loro astri cadono come cade il pampino dalla vite, come le foglie avvizzite del fico”.

Le radiazioni planetarie

Tra il XII-XVII secolo, s’impone invece in Occidente la teoria degli astri dotati d’una virtù operativa e causativa ed emananti effettivi influssi energetici, in grado d’orchestrare gli eventi. Del resto, già secondo l’astrologia greco-romana i pianeti irradiano correnti di forza, identificate con raggi.

Il fatto stesso che, nell’angelologia ebraica e cristiana, le singole classi e figure angeliche e arcangeliche, comprese quelle associate a stelle e pianeti, rivestano ciascuna uno specifico compito operativo presuppone una gestione d’energie, attive sul piano materico e/o sottile. Ecco perché gli angeli si suddividono in spiriti ministri e serventi.

In una prospettiva esoterica, le due tesi semiotica e causale sono da ritenersi entrambe valide e così è nell’astrologia sia araba sia cabbalistica. Se poi si tiene conto della dottrina del karma, la teoria causale perde ogni valenza di vincolo arbitrario. Gli astri rappresentano da un lato un codice di segni premonitori superni, dall’altro centri propulsori d’energie. Tali forze animano e vivificano il cosmo e, in pieno accordo con le tendenze karmiche degli individui, ne plasmano tratti psico-fisici e linee del destino.

Autore

Cristiana Tretti – Studiosa di buddhismo indo-tibetano e mistica ebraica, allieva dal 1988 del ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce e insegnante di canto indiano. Consulenze astrologiche a Milano e on-line – www.tesoroceleste.orgcristiana.tretti@tesoroceleste.org



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