IL BOSONE DI HIGGS SPIEGATO DAL FISICO

4 luglio 2012 


Vi proponiamo un articolo tratto La Stampa:


da   LA STAMPA   03-07-2012

"Un fiocco di neve"    

Il bosone di Higgs spiegato dal fisico


"Immaginate un'infinita distesa di neve, un campo esteso lungo tutto lo spazio.  

Il campo di Higgs è come questo: questo è fatto di fiocchi di neve, allo stesso modo il campo di Higgs è composto di piccoli quanti. Noi li chiamiamo Bosoni di Higgs". Il fisico teorico del Cern John Ellis spiega cos'è e come funziona il Bosone di Higgs, che conferma il Modello Standard delle particelle fisiche, e giustifica il fatto che abbiano masse diverse tra loro."Il Bosone svolge il lavoro di dare massa a tutte le altre particelle elementari. Le equazioni del Modello Standard sono molto simmetriche, le particelle appaiono tutte allo stesso modo, non si distingue tra quelle di massa diversa. Questa simmetria deve essere spezzata, ci deve essere qualcosa che ci permetta di differenziare: questo è il Bosone di Higgs. A seconda di come le particelle interagiscono con lui acquisiscono masse differenti. Così la simmetria è rotta". 

Per far capire come funziona il meccanismo Ellis riprende il paragone del campo di Higgs con la distesa di neve.      

"Immaginate di attraversarla: uno sciatore passa sopra la neve, non interagisce con il campo, scorre via come una particella senza massa che viaggia alla velocità della luce. Se invece si cammina con gli scarponi si affonda nella neve, si viaggia meno velocemente, come una particella dotata di massa che interagisce con il campo. 

Se invece si affonda nella neve si va molto piano, come una particella dotata di massa maggiore".



4 luglio 2012 


Vi proponiamo un articolo tratto La Stampa

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Dal Pianetascienza per il  FATTO QUOTIDIANO: 2 luglio 2012

un articolo di Stefano Pisani


Provata l’esistenza del bosone di Higgs?

Il Cern presenta la “ particella di Dio ”


L’annuncio dovrebbe essere dato ufficialmente mercoledì in un seminario a Ginevra. Una scoperta che rafforzerebbe l’attuale Modello attraverso cui leggiamo l’Universo.  Peter Higgs, che oggi ha 83 anni, a 48 anni esatti dalla sua previsione teorica sarà in prima fila per assistere alla conferenza indetta dal Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare.




Il bosone di Higgs sarebbe finalmente stato scoperto. L’annuncio dovrebbe essere dato ufficialmente mercoledì in un seminario che il Cern ha fissato a Ginevra e in cui saranno presentati i dati raccolti dai due esperimenti dell’acceleratore Lhc (Large Hadron Collider) che qualche mese sono a caccia della sfuggente ‘particella di Dio’, l’esperimento Atlas (A Toroidal LHC ApparatuS) e l’esperimento Cms (Compact Muon Solenoid). Si tratta di apparati che hanno osservato gli scontri protone-protone alle altissime energie che avvengono nell’Lhc, analizzando le particelle che si producevano.                                                                                            

“Credo che siamo a un passo dall’annuncio della scoperta – commenta Marco Napolitano, Ordinario di Fisica nucleare e subnucleare dell’Università “Federico II” di Napoli – che d’altronde era stata già prefigurata alla fine dell’anno scorso”.

Alla fine del 2011, infatti, un’altra conferenza del Cern aveva annunciato di aver individuato un indizio del bosone di Higgs, ma “la precisione statistica non era abbastanza significativa. Attualmente, invece, si dovrebbe aver raggiunto un’accuratezza tale da determinare la scoperta vera e propria” commenta Napolitano. Indiscrezioni trapelate in questi giorni parlano infatti di una certezza che oscilla fra il 99 e il 99,9 per cento. ‘’E inoltre sarebbe stata anche scoperta la massa del bosone, che dovrebbe essere intorno ai 125 GeV/c^2, una massa non molto alta, ma nel range di quelle aspettate. E la massa era uno di quei dati ottenibili solo sperimentalmente’’ aggiunge Napolitano. Ma cosa significherebbe la conferma dell’esistenza del bosone di Higgs? “Esiste un costrutto teorico, chiamato Modello Standard delle interazioni fondamentali, in particolare elettrodeboli e forti, che è stato costruito a partire da certi principi. Questo Modello finora ha funzionato benissimo, ed è riuscito a spiegare, sia nel mondo visibile che nell’invisibile, una serie di osservazioni sperimentali ben note. All’interno del Modello c’è un settore particolare, il Settore di Higgs, ossia il meccanismo con il quale il modello descrive la generazione della massa delle particelle che entrano nel modello. Questo meccanismo, che è cruciale all’interno della teoria, impone necessariamente l’esistenza del bosone di Higgs. Esso prevede infatti che esista almeno una particella – finora non osservata – la cui esistenza è legata al meccanismo col quale tutte le particelle acquistano massa. Aver scoperto il bosone significa aver trovato il tassello mancante fondamentale che dà validità a tutto il costrutto teorico del Modello Standard” spiega Napolitano.

Dunque si tratterebbe di una scoperta che rafforzerebbe l’attuale Modello attraverso cui leggiamo l’Universo. Qualcosa quasi da premio Nobel. “Anche se, al limite, il Nobel potrebbero darlo giusto a Peter Higgs, che ha previsto teoricamente l’esistenza del bosone, dato che l’osservazione della particella, sperimentalmente, ha coinvolto così tanti ricercatori che sarebbe ben difficile individuarne uno che abbia meriti maggiori degli altri” conclude Napolitano. E intanto Peter Higgs, che oggi ha 83 anni, a 48 anni esatti dalla sua previsione teorica sarà in prima fila a Ginevra dopodomani per assistere alla conferenza indetta dal Cern. In molte università italiane e nella sede romana dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), l’ente che contribuisce per l’Italia alla ricerca del Cern, sono previsti collegamenti video con Ginevra aperti al pubblico alle 9 del mattino.

di Stefano Pisani





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